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Mara Faggioli

Delle opere di Mara Faggioli hanno scritto e si sono interessati:


V.Vettori, N.Bonifazi, G.Nocentini, E.Scalise, R.Cardenas, F.Napoli, D.Camiciotti, N.Di Stefano Busà, C.Francone, C.Trombetti, R.Piccioni, P.Lucarini, S.Ranzi, R. Montagnoli, R.Cellini, F.Gelli, L. Bronzi, R. Degl'Innocenti, A.M.Masieri, L.Viviani, A. Del Sambro, L. Romoli, E.A.Sarra, L. Mongardi, A. Sabatino, M. Musone, M.Meozzi, L.Locanto, T.Rasi.

 

 

(…) Ma forse nessuno sa unire le due arti, della scrittura, comunque poetica e della scultura, in una forma così particolare e commossa e familiare, come la fiorentina  Mara Faggioli, che sa trasferire l’uno stile nell’altro e sa passare dall’una passione intima all’altra con grande delicatezza e maestrìa. (Dal “Dizionario degli Autori Italiani del Secondo Novecento” - Neuro Bonifazi)
(...)  L'innegabile fascino di questa autrice consiste nella scioltezza di un'umanissima voce che crea un buon sistema di corrispondenze con riguardo alla magìa ed al colore, cosa che è in simbiosi con il fatto dell'essere scultrice di Mara Faggioli, protesa in prodigiose forze nell'ansia di esprimersi in spinte di grande vitalità. (Dal "Canzoniere d'amore"  - Lia Bronzi)
(...) La scrittura densa e agile della Faggioli, rivela una profonda conoscenza della psicologia di sé e degli altri che, attraverso l'io narrante, riesce ad approfondire temi universali umani e del sentimento individuale, impregnati di calore e colore, dove la vita scorre intensamente, con vissuta passione ed amore e che vengono fissati, in letteratura, con forma elegiaca, idilliaca, ma anche epica e sociale. (..) la poesia scorre sorgiva e cristallina, con naturale aspirazione al "bello" ed è caratterizzata da lirico realismo, fino a sfumature  oniriche provenienti dall'incoercibile sogno (...)     (Da "Letteratura Italiana - Poesia e narrativa dal Secondo Novecento ad oggi" - Lia Bronzi)
Poetessa e  scultrice.Una delle donne che coniugano questo binomio con estrema disinvoltura e maestrìa .  I suoi lavori in scultura risentono del sociale in cui attivamente si  prodiga: realizzazioni pregevoli per plasticità e movimento che stimolano lo spettatore ad un'attenta e ammirata osservazione.  Prestigiosi i premi nel suo curriculum artistico, anche in poesia (fiorino d'oro di Firenze), connotano l'artista Mara Faggioli come una delle più importanti punte avanguardistiche del panorama artistico fiorentino. (Michael Musone - dal Catalogo "La Pergola Arte"2007)

(...) Nella sua opera vi trasferisce la verità essenziale della vita, rispettando l'ammonizione di Isaia: "Scindite corda vestra" che Mara Faggioli  rappresenta nell'insopprimibile sintesi tra materia e spirito (...)  (Giovanni Nocentini)

Poesia dall'espressione artistica immediata, genuina come lo scorrere d'acqua sorgiva. (...) poesie vibranti e spontanee nella scioltezza di ritmi agili, ma soprattutto traboccanti di sentimento e che ci comunicano un grande calore umano. (...) Più volte, nel gustare la poesia di Mara Faggioli, siamo portati a riflettere sull'incoercibile sua facoltà d'assorbire, trasformare, sensibilizzare ed esaltare il reale. Anche nel dolore, nei vari aspetti della vita, nell'allargare l'eco di una parola, nel prolungare le suggestioni d'una preziosa simbiosi lessicale, nel rimpianto e nella malinconia, è tutta un'esplosizione di tratti coinvolgenti, dove il canto reagisce al quotidiano, al male che vorrebbe soffocarlo, colmo di pathos anche nel disingnno, aperto sempre alle connotazioni che, uniche, rivestono spessore di vita.  (...)  (Mario Meozzi)
(...) Nelle espressioni artistiche Mara Faggioli sa mettere tutta la sua carica di donna che fa della sua femminilità la giusta chiave d'espressione e di contenuto in modo splendido (...)(Renato Piccioni)
(...) La maternità è senz'altro l'esperienza che più definisce Mara Faggioli nella sua identità di donna e artista, determinando il suo  imprinting nello scrivere  che si avvale di una innata e magistrale disinvoltura di espressione, compostezza di ideazione e soavità di linguaggio dagli accenti miti ed accorati (...) La molteplicità dell'area semantico-contenutistica da cui Mara Faggioli attinge metaforicamente le sue visioni liriche si può sintentizzare nel ricorso a tematiche esistenziali ispirative di grande risonanza interiore (...) (Silvia Ranzi)
(...) Poetessa pura, che sogna  "nelle notti palpitanti di stelle", "i sogni più lievi e leggiadri", si scopre smarrita nell'immensità di un pensiero trascinante, affascinante, immenso, come quello di un affetto che "toglie il respiro", che rende librante l'anima e il cuore, i sogni ed il pensiero. E' per questa immediatezza diamantina, per questa sorprendente capacità di cogliere dritto il nucleo del sentimento espresso, che E. Antonio Sarra assembla parole di plauso e di elogio, forgiando un meritorio scritto lodativo.  Saffo, la poetessa dell'amore, la "decima musa" di Platone tenta, spesso invano, di elargire il proprio alito ispirativo, di trovare l'anima presso cui reincarnarsi e far rivivere la propria essenza. Leopardi, si dice, fu uno dei pochi eletti a beneficiare del suo influsso transeunte. Adesso, E. Antonio Sarra, dedica a lei, Mara Faggioli, donna sensibile e colta, i seguenti versi:                                              (da un articolo di Tindara Rasi)

 A Mara Faggioli

Sospese e vaganti

per secoli

millenni

le trepidazioni di Saffo

hanno trovato

in te

prescelta

l'anima

e son tornate

in parole

a cantare l'amore

       (E. Antonio Sarra)

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